
COMUNICATO STAMPA
CARNEVALE DI TRICARICO E L’ANTICO RITO DI SANT’ANTONIO ABATE Il 16 e 17 gennaio 2026 tornano i Mash-kr: la mandria in transumanza attraversa il borgo lucano
Tricarico (MT) – Torna il rito che Carlo Levi descrisse come “un rumore arcaico di battiti… un rumore di foresta primitiva che entrava nelle viscere come un richiamo infinitamente remoto”. Il 16 e 17 gennaio 2026, Tricarico celebra Sant’Antonio Abate con l’antico rituale della transumanza, patrimonio culturale intangibile della Basilicata e unicum nella regione.
La sera del 16 gennaio, alle 21:30, il sagrato della Chiesa di Sant’Antonio Abate torna a illuminarsi. L’accensione del fuoco sacro — momento rivitalizzato negli ultimi anni dalla comunità tricaricese — segna l’apertura dei festeggiamenti e riannoda il filo con una tradizione che affonda le radici nei culti arcaici di purificazione e protezione. Le fiamme che si levano nella notte d’inverno sono auspicio, benedizione, richiamo. Intorno al fuoco la comunità si raccoglie in attesa dell’alba, quando l Mash-kr prenderanno vita.
I MASH-KR: QUANDO L’UOMO DIVENTA BESTIA
Le Maschere di Tricarico — i Mash-kr — rappresentano una mandria in transumanza guidata dal massaro, dai sottomassari e dagli “ualani”. La Mucca veste di bianco: cappello a falda larga decorato, foulard, velo ricamato sul volto e lunghi nastri multicolori che scendono fino alle caviglie. Il Toro è il suo contraltare nero, con nastri e foulard rossi legati a gomiti e ginocchia — l’elemento di disturbo, l’energia selvaggia della mandria.
Ogni maschera porta il proprio campanaccio, forgiato artigianalmente con suono e forma diversi tra vacche e tori, che scandisce il ritmo ipnotico della processione. Il velo ricamato che copre il volto è il gesto che sancisce la trasformazione: l’uomo diventa bestia, il rito si compie.
IL PROGRAMMA
16 gennaio 2026
17 gennaio 2026
UN PATRIMONIO MILLENARIO
Tricarico, città arabo-normanna tra le più suggestive della provincia di Matera, conserva nei quartieri della Rābata e della Saracena le tracce di una storia millenaria. È l’unica città lucana raffigurata nel prestigioso “Theatrum Urbium Praecipuarum Mundi” di Braun e Hogemberg (fine ‘500), dove già si documentava la fiorente attività agro-pastorale che ha tramandato questo rituale attraverso i secoli.
Le Maschere partono dalla chiesa trecentesca di Sant’Antonio Abate, compiono i tre giri propiziatori intorno al luogo sacro, ricevono la benedizione e attraversano il centro storico percorrendo l’antica via Appia. Al termine, la tradizionale questua nei vicoli del borgo e il banchetto conviviale accompagnato dai suoni del cubba-cubba, delle zampogne e dei tamburelli.
Non solo gennaio: Tricarico torna protagonista a febbraio con la grande sfilata della domenica che precede il Martedì Grasso, e a giugno 2026 con il Raduno delle Maschere Antropologiche — l’appuntamento annuale che riunisce nel borgo lucano comunità custodi di antichi riti e maschere tradizionali provenienti da tutta Italia e dall’estero. Tradizioni diverse ma legate da un comune substrato: i riti della fertilità, il risveglio della natura, il rapporto ancestrale tra uomo e animale.
